Ecco il documento con le prospettive per il settore biogas e biometano

Nel documento si afferma come sia fondamentale la messa a punto di specifici interventi per garantire stabilità e nuovo slancio al settore

Un impulso al percorso di decarbonizzazione del sistema economico produttivo del Paese e di valorizzazione dei sottoprodotti di origine agricola e della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. Sono questi gli obiettivi al centro del documento “Il ruolo del biogas e del biometano nella transizione eco-energetica. Sfide e obiettivi”.  

Cosa contiene

Il documento delinea le nuove opportunità del settore , alla luce dell’attuale scenario che vede una produzione di 2 miliardi e mezzo di mc di gas rinnovabile destinato soprattutto alla produzione elettrica e termica rinnovabile e per una quota minoritaria, pari a circa 420 milioni di metri cubi, immesso in consumo come biometano nel settore dei trasporti. Inoltre, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede entro il 2026 la produzione di ulteriori 2,6 miliardi di metri cubi di biometano attraverso la realizzazione di nuovi impianti e la riconversione di una parte di quelli esistenti. 

Ma l’Italia, secondo Paese in Europa per produzione di biogas e tra i principali al mondo, può aspirare a obiettivi ancora più ambiziosi, in linea (se non superiori) alle traiettorie positive già evidenziate con la proposta di revisione del Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC) presentata a Bruxelles e ai target inseriti nel Piano della Commissione Ue REPowerEu che prevede l’obiettivo di produrre 35 miliardi di metri cubi entro il 2030. Infatti, secondo i dati dello studio Farming for Future del CIB, il settore agricolo può raggiungere al 2030 più di 6 miliardi di metri cubi complessivi di biometano mentre, secondo il CIC, la produzione da rifiuti a matrice organica può raggiungere 1 miliardo di metri cubi, dagli attuali 200 milioni.

Sfide e obiettivi

Per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNRR e raccogliere le sfide previste dall’aggiornamento del PNIEC, le Associazioni firmatarie della Piattaforma ritengono fondamentale la messa a punto di specifici interventi per garantire stabilità e nuovo slancio al settore. Innanzitutto, si chiede di definire, entro la fine del 2024, un provvedimento che stabilisca regole e condizioni di incentivazione degli impianti di biometano dal 2025 al 2030, al termine del periodo previsto dal PNRR (gennaio 2025). Si tratta di un segnale importante per dare continuità alla progettazione e alla realizzazione degli impianti fornendo alle imprese un quadro chiaro delle opportunità di sviluppo e di investimento.

È indispensabile dare attuazione alla norma del Dl Asset che prevede l’adeguamento degli incentivi biometano all’inflazione, prevedendo un intervento che garantisca, per tutte le procedure competitive del DM 15 settembre 2022, una omogeneità di trattamento. 
Inoltre, viene ricordato di confermare la piena applicazione del principio del bilancio di massa agli impianti incentivati ai sensi del DM 15 settembre 2022 e confermare che il mancato allaccio alla rete di trasporto o distribuzione del gas naturale deve essere considerata “causa di forza maggiore”.

In aggiunta, relativamente all’attuazione del DM 2 marzo 2018, è necessario definire le cause di forza maggiore che giustificano il posticipo dell’entrata in esercizio degli impianti e un limite temporale massimo dell’entrata in esercizio, così da non penalizzare le iniziative in corso di realizzazione.

Un ulteriore punto considera di prevedere misure specifiche per le riconversioni a biometano degli impianti esistenti che trattano rifiuti a matrice organica. 
Il documento evidenzia, poi, l’urgenza di definire in tempi rapidi i prezzi minimi garantiti per gli impianti di biogas (approvati con il Dl Rigassificatori). Tali disposizioni sono correlate anche allo sviluppo del biometano perché un quadro di regole organiche chiare è condizione indispensabile per permettere alle aziende di fare scelte di investimento in relazione all’opportunità di conversione degli impianti esistenti.

a cura di www.e-gazette.it